Con la sua dedizione ai commerci nel rinascimento è Firenze che si afferma come centro di importazione e esportazione dei manufatti di tessitura. In età moderna nel Regno delle Due Sicilie, le seterie di San Leucio vicino a Napoli rappresentano uno dei più importanti esempi di manifattura tessile di tipo industriale.
L'industria tessile in Italia si è sviluppata soprattutto al Nord: nell'Altomilanese, nel biellese, nel bergamasco e nell'Alto vicentino rimangono come traccia di archeologia industriale i resti di alcune fiorenti industrie tessili, si vedano, ad esempio, i villaggi operai di Crespi d'Adda, la Nuova Schio, la Valdagno dei Marzotto, Campione sul Garda degli Olcese e il Villaggio Leumann a Collegno. Nel comasco l'industria si è specializzata nella produzione della seta e nel mantovano, zona di Castel Goffredo, nella produzione di calze da donna e collant. Al centro si è sviluppata nel distretto industriale pratese, il più importante d'Italia per numero di aziende e occupati.
Negli ultimi anni paesi asiatici come la Cina e l'India hanno cominciato a potenziare la loro produzione industriale diventando in poco tempo concorrenti temibili per l'industria tessile italiana, la Cina è di fatto l'unica allevatrice di bachi da seta e sta diventando monopolista nella filatura e tessitura di questo materiale.